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All’Inter un derby spettacolo.

Primo tempo a tinte rossonere che chiude in vantaggio di due reti, nella ripresa la reazione nerazzurra ribalta il risultato.

Vince l’Inter il derby. Lo vince con merito anche se il primo tempo è tutta di marca rossonero. La squadra di Conte ha saputo, nella ripresa, creare più occasioni da rete rispetto alle palle gol avute dai rossoneri nella prima frazione. Una reazione di personalità, determinazione dopo un primo tempo giocato in maniera anonima. Pioli ha preparato bene la partita, ha saputo ingabbiare i nerazzurri per tutto il primo tempo, giocando a buon ritmo cercando sempre di verticalizzare.

A sorpresa Antonio Conte rinuncia a Christian Eriksen ed al suo posto schiera Alexis Sanchez, affidandosi allo schema tattico che gli ha permesso di occupare le parti altissime della classifica. Stefano Pioli recupera Zlatan brahimovic, unica punta al centro dell’attacco; a supporto dello svedese gioca Hakan Çalhanoğlu con Ante Rebic e Samu Castillejo sulle fasce per un 4-4-2 che può diventare un 4-2-3-1 in fase offensiva.

Partita che inizia con il Milan subito arrembante. La squadra di Pioli scende in campo determinata, aggressiva e dopo una girata di Ibra al volo, palla che termina alta, sfiora il vantaggio con un tiro dal limite di Calhanoglu che termina sul palo alla destra di Padelli.

I rossoneri occupano meglio il campo, raddoppiano sulle fasce, pressano i portatori di palla nerazzurri che si limitano a servire Lukaku con lanci lunghi. Il possesso palla è a favore degli undici di Pioli che mantengono una pressione costante nella metà campo dei contiani.

La prima occasione dell’Inter arriva da calcio d’angolo battuto da Sanchez; Godin anticipa tutti ma di testa manda fuori di poco. Poco dopo è un’azione personale di Lukaku, bravo a liberarsi di Romagnoli, a servire Vecino che, di prima intenzione, calcia in porta. Donnarumma tuttavia è bravo a respingere.

Ma è sempre il Milan, reattivo, determinato ed alla ricerca del vantaggio, a far gioco, anche se non porta quasi mai pericoli alla porta di Padelli. Bennacer ha libertà d’azione, non viene mai pressato dal duo Vecino e Barella, mentre Castillejo e Rebic costringono Young e Candreva a occuparsi più della fase difensiva che della creazione del gioco. La pressione rossonera dá i suoi frutti al 40′: Ibra di testa fa la sponda per Rebic che approfitta di un uscita a vuoto di Padelli e deposita in rete. La doccia fredda al 45′. Su angolo di Kessiè, la palla finisce a Ibra che, di testa, raddoppia.

Conte deve aver strigliato i suoi nello spogliatoio. L’Inter della ripresa è la bella copia della squadra che ha lasciato il terreno di gioco al termine del primo tempo. Nel giro di due minuti i nerazzurri pareggiano. Candreva crossa dalla destra, pallone respinto al limite dell’area dove Brozovic al volo di sinistro manda il pallone nell’angolo alla destra del 99 rossonero. Due minuti dopo, Sanchez, servito in profondità, è bravo a difendere il pallone e servire Vecino che, di prima intenzione, porta i nerazzurri al pareggio.

Partita che diventa vibrante, spigolosa, maschia; gli interventi non mancano e Maresca deve distribuire cartellini gialli ed a farne le spese sono Skriniar, Barella e Kessiè. Il pareggio ha galvanizzato gli uomini di Conte che giocano più compatti, con entusiasmo e con una determinazione che nei primi 45′ minuti non si erano mai visti. Lukaku prova a sorprendere Donnarumma, ma il portierone devia in angolo. Candreva dall’angolo mette in mezzo dove sbuca De Vrij che, in torsione, indirizza la sfera sul secondo palo.

Il Milan non ha reazione. Pioli prova a mischiare le carte: fuori Castillejo e Kessiè per Leao e Paquetà, mentre Conte fa entrare Eriksen per Sanchez. Ed è proprio il danese che , con una punizione da trenta metri, colpisce l’incrocio dei pali con Donnarumma battuto. Conte inserisce Moses per Candreva. Barella con un’azione in solitaria si fa parare il tiro da Donnarumma. Nel recupero Moses, dal fondo, pennella un cross per Lukaku che, di testa, fa poker e trascina l’Inter in vetta alla classifica e il diavolo all’Inferno.

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