2019CalcioInterSerie A

Comprare bene per mangiare meglio

Nell'estate del cambio di allenatore il mercato diventa fondamentale, comprare bene per costruire una stagione da protagonista

Lavori in corso senza soluzione di continuità. Nella nuova sede dell’Inter si lavora come dei pazzi, sotto l’egida disposizione di Conte e Ausilio. A braccetto in questo frangente, perché da loro dipende la sorte di una squadra in significante rifacimento. Una ridda di nomi compaiono, come grani di un rosario che non smette di girare.

La volontà c’è, il resto è, ovviamente, tutto da vedere. All’ex allenatore del Chelsea non interessa la carta d’identità, perché non fa rima con vincere. Con Sensi siamo ai dettagli, con Barella al conteggio dei soldi, poiché la richiesta dall’isola sembra inaccessibile. Il centrocampista è stato già messo sottochiave a gennaio, ma al compimento dell’affare mancano ancora dei metri.

Tra Sensi e Barella il club nerazzurro rischierà di sborsare circa ottanta milioni di euro, cifra esagerata, se consideriamo l’assenza di esperienza internazionale dei due. Un bagno di sangue in un mercato gonfiato da cifre irreali e, soprattutto, da procuratori ‘allegri’. La strada è quella sbagliata, perché porta sempre più lontano il calcio nostrano dalle italiche realtà, obbligando i talenti a espatriare a soli vent’anni. Soliti discorsi.

La Federazione non ci pensa, ma il depauperamento continuerà. La geografia del calcio sta cambiando, la Cina si sta facendo sotto, gli USA lo hanno fatto da tempo. Chi parte rischia di non giocare più in Nazionale. Per fortuna siamo riusciti a preservare i ‘grandi’, ma i tempi sono cambiati. Quanto avrebbero dato a Baggio, Totti, Del Piero, Maldini i cinesi, se a El Shaarawy hanno proposto 16 milioni all’anno per tre stagioni? Zola è riuscito a sbarcare il lunario per andare al Chelsea; là diventò “Magic Box”, il miglior giocatore dei Blues di sempre. Il rischio è questo.

E’ ora di smettere di andare nei bar a discutere del celodurismo, perché tutto nasce da un principio fondamentale: vince la squadra più brava, non più forte. L’Atalanta ha messo in campo l’organizzazione e una strategia di gioco funzionale per quei giocatori. Gasperini ha potuto dare forma al suo gioco, raccogliendo la disponibilità del materiale umano che aveva ai suoi ordini. Conte prova a disegnare su sua immagine e somiglianza l’Inter del futuro, ma provi anche a spendere il proprio carisma per trasmettere quello che vuol far sapere.

Ingaggiare un giocatore di cento milioni aiuta, ma non decide niente, se la struttura non è solida. Cominci da qui. Barella e Sensi sono due ottimi giocatori, ma non sono ancora campioni. Si lavora tutto in prospettiva, ma i risultati non aspettano. Lukaku non può costare 65 milioni, se il Manchester United ha deciso di metterlo sul mercato (Rashford ha letteralmente offuscato la stella del centravanti belga). Fare una squadra vincente, spendendo il giusto è cosa buona, fare una squadra sbagliata con il doppio dei soldi è peccato mortale.

A volte in un ristorante si può mangiare bene anche con 10 euro; qualcuno l’ha già fatto.

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