2019CalcioInterSerie A

Conte: “Gara difficile contro una squadra fisica”

Antonio Conte presenta il march Inter Udinese, novità in attacco, match complicato ma massima concentrazione

Antonio Conte in conferenza stampa per presentare la sfida all’Udinese a San Siro in programma sabato 14 settembre ore 20:45 e valida per la terza giornata di Serie A.

C’è grande attesa per il possibile esordio di Alexis Sanchez contro la sua ex squadra. Dopo le prime due giornate, i nerazzurri sono primi in classifica a punteggio pieno insieme alla Juventus di Maurizio Sarri e al Torino.

L’Inter ha mantenuto la porta involata all’esordio contro il Lecce (4-0) e ha vinto di misura col Cagliari alla seconda giornata (2-1)

LA CONFERENZA STAMPA DI ANTONIO CONTE

Che partita si aspetta?

Difficile preparare una partita dopo le nazionali, alcuni giocatori non sono stati con noi in settimana. Sarà una partita difficile, l’Udinese è squadra fisica, di gamba, difende bene e forte nelle ripartenze. Serve fare attenzione soprattutto a Lasagna, ma anche Pussetto, Nestorovski e De Paul. L’Udinese è una brutta gatta da pelare. Ci aspettano tante partite impegnative nei prossimi giorni: in questo periodo scopriremo il valore della nostra rosa.

Che risposte daranno la prossima serie di partite?

Saranno partite molto impegnative: ci saranno Lazio, Sampdoria, Barcellona. Non dobbiamo misurare le ambizioni in questo periodo, serve cercare di fare il nostro meglio, e pensare di partita in partita. Per noi la partita della vita sarà sabato contro l’Udinese. Vogliamo tenere alto l’entusiasmo dell’ambiente, un entusiasmo che deve sempre essere dosato: è giusto che ci sia ma non per i risultati, per il lavoro che fanno i ragazzi. Si sta creando qualcosa di buono.

Si aspettava di entrare così presto nel cuore dei tifosi?

Sicuramente mi fa piacere l’accoglienza del tifoso. Io l’avevo sempre detto in passato: quando entro in un nuovo club do tutto. Mi impersonifico. Entro nel club e nella storia del club. E provo a trasferire questo anche ai calciatori.

Cosa si aspetta da Sanchez?

Parliamo di un giocatore forte, che ha già dimostrato in passato le sue qualità: ha vinto e giocato in squadre molto importanti. Bisogna ritrovarlo dopo questi ultimi due anni allo United, dove – per molte ragioni – non ha dimostrato il suo reale valore. Deve entrare nella nostra idea di gioco: si è allenato tutta la settimana, sta iniziando a capire le situazioni di gioco e l’intensità che richiedo, sia in fase di possesso che non. Quando sarà pronto ci darà una grossa mano.

Lukaku, si aspettava questo impatto. E’ l’unico imprescindibile?

E’ entrato nel pianeta Inter con grande disponibilità, e sempre col sorriso. Il resto del gruppo lo ha capito e lo ha accolto nella maniera migliore possibile. Ha qualità calcistiche importanti e un grande valore umano. E’ altruista, pensa per la squadra e non al gol come prima cosa. In rosa abbiamo Lautaro, che non ha le stesse caratteristiche di Lukaku, ma può giocare sia prima che seconda punta, è un giocatore moderno. Può giocatore sia in coppia con Romelu che lui con un altro calciatore.

Conte ancora su Lukaku e il suo ruolo all’Inter

Lukaku sta lavorando molto, è migliorata la sua forma fisica. Ha capito cosa voglio da lui e cosa deve fare per la squadra. Ci auguriamo che possa fare anche tanti gol. Non voglio fare paragoni con altri calciatori. Quanti gol farà? Vedremo. L’importante è continuare così, la rete sarà una conseguenza

Come vede i nuovi arrivati?

Lazaro ha avuto un infortunio che non mi ha dato la possibilità di vederlo in partite di un certo livello in estate. Sono contento che abbia giocato in nazionale. Ha messo minuti nelle gambe: noi contiamo tanto su di lui. Ha nelle sue corde l’uno contro uno e grande resistenza. L’abbiamo preso per fare l’esterno di fascia. Ma devo ancora testarlo in una partita ufficiale. Biraghi? Tatticamente conosce bene il campionato italiano. E’ una buonissima alternativa ad Asamoah, come Dimarco. Sono contento della rosa: fatta di tanti ragazzi, di qualità e con grande margine di crescita. Devo essere bravo io in questo.

Quali possono essere le insidie dell’Inter?

Siamo partiti bene, si percepisce l’entusiasmo intorno a noi, ma come ho detto prima: l’entusiasmo deve essere dovuto alle basi che stiamo costruendo, non solo ai risultati. Puoi vincere o pareggiare, ma l’entusiasmo deve dipendere dal gioco. L’immagine che l’Inter dà, in questo momento, è di avere chiare le idee, lo abbiamo dimostrato sul mercato tra acquisti e cessioni.

Tema San Siro: cosa cambierebbe dello stadio?

Tutti sono innamorati di questo stadio. Quando inizi a giocare a calcio ti senti dire che non sarai mai un calciatore se non giochi lì. Sinceramente non trovo problemi, sono stati fatti dei lavori recentemente. Si vede bene la partita, il campo è bello. Ad essere molto puntigliosi, gli spogliatoi forse sono un po’ piccoli. Se penso a quello del Chelsea… (ride, ndr).

Domanda della stampa francese: come presenterebbe Icardi e cosa gli augura al Psg?

Non devo presentarlo io, è giusto che lo faccia da solo. Gli facciamo tutti l’imbocca al lupo per l’esperienza. Non fa parte della nostra squadra e penso sia giusto che io non ne parli, per rispetto a lui e ai miei giocatori.

Come si sta adattando Skriniar alla difesa a tre?

Gli sto chiedendo di partecipare molto di più alla manovra, a tutti. Non solo di fare i difensori, ma uno step in più importante per la loro crescita calcistica e personale. Devono diventare i primi registi della squadra. Milan sta lavorando bene con grande entusiasmo. I difensori devono sapersi creare nuove idee di giocata, con licenza di sbagliare qualche volta.

Squadra con tanti volti nuovi e modulo nuovo: sarà solida la sua Inter?

Noi cerchiamo quotidianamente la solidità e la nostra identità tattica, lavoro ogni giorno singolarmente con tutti per questo. Sia con il calciatore titolare, sia con il calciatore che partirà dalla panchina. Tutti devono sapere perfettamente cosa fare. Delle squadre top siamo sicuramente la squadra che ha cambiato più di tutti. Quando fai questi cambiamenti, è inevitabile mettere in conto un periodo di ambientamento per tutti. Questo rimane un punto interrogativo: dobbiamo essere bravi a trasformare il punto interrogativo in esclamativo.

In passato ha rigenerato tanti calciatori: Sanchez può essere come il Tevez avuto alla Juve?

Il compito di un allenatore è sempre quello di migliorare i propri calciatori e farli rendere al massimo. In passato ho allenato giocatori non affermati che ora sono considerati top player. Questo è il mio compito, anche per i giocatori già con una grande carriera alle spalle, fu così per Tevez e, sì, può esserlo per Sanchez. Dovremo essere bravi per cercare di riannodare quel filo, e lui – Sanchez – dovrà esserlo dando totale disponibilità. Sono contento di averlo e convinto che ci potrà dare qualcosa di importante.

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