2019CalcioInterSerie A

D’Ambrosio, il giocatore più “moderno”

Antonio Conte ha trovato il suo jolly, da difensore a esterno tuttofare che segna e convince

La crescita calcistica di Danilo D’Ambrosio, classe 1988, comincia nelle file delle giovanili della Salernitana, dove ha iniziato a farsi notare, fino a attirare l’interesse del Chelsea nel lontano 2005. Il suo sviluppo avviene senza troppi acuti nella primavera della Fiorentina, per poi cominciare a sbocciare nelle annate in Serie B e infine confermarsi a Torino sponda granata.

È il gennaio del 2014 quando, per desiderio di Walter Mazzarri, l’Inter del presidente Erick Thohir concretizza l’acquisto dell’esterno destro del Toro, per una cifra attorno ai 2 milioni di euro. Molto considerato da Roberto Mancini, che ha sempre espresso belle parole su di lui, tanto da chiamarlo ancora in nazionale. Viene vagliato titolare anche dagli eredi in panchina, su tutti Spalletti, che non ha mai voluto privarsene, inserendolo a sorpresa anche in un’inedita difesa a tre.

Giocatore duttile col vizio del gol, si è fatto considerare maggiormente dal punto di vista fisico e di impegno che non tecnico, ma ha saputo colmare quel limite del suo bagaglio ritagliandosi spazi anche a sinistra, spesso colmando vuoti di interpreti.

Negli anni è stato spesso premiato dagli allenatori per il sacrificio dimostrato, ha saputo migliorarsi e costruirsi, crescendo con umiltà, tanto da essere utilizzato talvolta anche come difensore centrale o esterno di centrocampo.

Oggi il numero 33 nerazzurro è diventato una pedina con collocazione universale nello scacchiere di Antonio Conte, alternativa di lusso in difesa e sulla fascia diventando giocatore polivalente, capace di incidere nelle due aree e di sapersi gestire perfettamente a seconda del compito richiesto, diventando tra i terzini, quello con più palle recuperate, con più assist, tra i primi dieci in quasi tutte le statistiche, dai tackles ai passaggi chiave.

In questi anni in casa nerazzurra, dominati da scetticismo e caducità, molti hanno trattato il terzino interista come inadatto, titolare per mancanza di alternative, quello da mandare via. L’Inter ha speso milioni per rimpiazzarlo, cercando il nuovo Maicon, ma ogni anno lui si è ripreso quella maglia da titolare con fatica e sudore dimostrando di essere un interista vero, che tiene ai colori e alla piazza, ed ora, dopo la piena fiducia di Conte, arrivano elogi da personaggi altisonanti del panorama interista, da Mancini a Riccardo Ferri: “Che prestazioni! Si fa sempre trovare pronto”, anche Beppe Bergomi esalta D’Ambrosio: “Quanti terzini destri sono migliori di lui in Italia?”.

Sicuramente ci sono terzini destri migliori, se non jolly, di Danilo D’Ambrosio, ma pensandoci bene non sono poi così tanti, soprattutto nel nostro campionato.

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