2019CalcioEuropa LeagueInter

Era tutto previsto

L’Inter non riesce nel miracolo di battere il Barcellona ed è eliminata dalla Champions League

E’ finito il sogno! Troppo forte il Barcellona, oppure tremendamente normale l’Inter, che è stata castigata dal desiderio, risultato troppo più piccolo dell’impresa. Credo che questa eliminazione sia figlia di un racconto noto: rosa costituita da giocatori sopravvalutati, mescolati con campioni di assoluto valore che al netto del lordo non riescono a fare la differenza.

Antonio Conte non può rimproverarsi nulla, ma certi campanacci hanno suonato, una volta di troppo, note troppo stonate nella Scala del calcio. Storie viste, vissute, mai sopite, che continuano i loro giri interminabili. Un vero peccato, se chiudendo gli occhi, ripensiamo all’impresa di Praga. Valga il vero, però, i nerazzurri non possono far parte delle migliori sedici formazioni d’Europa, se il pallottoliere conta ben sette occasioni fallite (una più una meno) contro i blaugrana. Giusto così.

Lautaro Martinez, Diego Godin, Romelu Lukaku e altri avrebbero meritato una sorte diversa, ma il gioco del calcio non sempre accetta la mediocrità, soprattutto nei piani alti. Nel Barcellona a un certo punto sono usciti Antoine Griezmann e Ivan Rakitic e sono entrati Frenkie De Jong e Luis Suarez, nell’Inter a Cristiano Biraghi e Danilo D’Ambrosio sono subentrati Valentino Lazaro e Matteo Politano, non proprio la stessa cosa.

La capoclassifica della Serie A (un miracolo terreno) esce a testa alta, mordendosi le mani, ma è una conseguenza di ciò che una squadra produce. La qualità è importante, la mentalità è fondamentale. Il processo di crescita della squadra che nove anni fa conquistò il triplete, passava da giocatori di qualità; ora sembra passare da un grande tecnico e poco altro. L’indisponibilità di Nicolò Barella e Stefano Sensi contro i catalani hanno costretto Conte a rispolverare Borja Valero, giocatore tecnico, ma con gambe pesanti nei momenti finali della battaglia, che comunque non ha sfigurato. Lazaro, invece, credo che abbia finito la sua esperienza nell’Inter. Non mi dilungo su Biraghi, D’Ambrosio e Matias Vecino, diventati carne da macello in una competizione di così alto rango.

Non si può vivere di soli sogni, se le stelle non ci sono. Gli uomini di Conte meritano lo stesso gli applausi, perché per un momento, anche se piccolo, hanno fatto i giganti. Complimenti al Barcellona che, nonostante l’assenza di Messi,  non ha fatto sconti. A proposito di diciassettenni da non bruciare; avete visto Ansu Fati? Fosse italiano, parleremmo di un giocatore bravo ma senza fisico. Cultura e mentalità, queste sconosciute…

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