2019CalcioMilanSerie A

Giù le mani da Giampaolo

Il tecnico rossonero sembra essere sempre più solo, non convince il gioco della squadra ma le colpe non sono solo sue

Il Milan sembra essere più vittima di altre o squadra più discussa, sicuramente. Nell’alba di questa stagione stiamo vivendo scenari di burrasca, nonostante due vittorie (su tre partite), movimenti tellurici, bestemmiatori arrivati da una fiera di paese, miscredenti diventati timorati di un dio a loro sconosciuto… nonostante tutto.

Marco Giampaolo è il centro gravitazionale di una realtà a lui ostile, dopo la partita con il Verona, questo è emerso in modo sin troppo evidente. Ognuno in casa propria fa quello che vuole, ma far passare un’utilitaria per una fuoriserie è cosa diversa. Siamo tutti sicuri che la squadra rossonera sia così forte? Francamente ho molti dubbi. A parte Rebic, elemento talentuoso con un carattere molto particolare, il resto sembra un arrosto con troppo fumo per essere appetibile fino in fondo.

Non c’è un trequartista degno di questo nome, Paquetà fa fatica a giocare in un gruppo che non sembra suo, Calhanoglu non riesce a essere quel campione che l’anno scorso i tifosi rossoneri auspicavano, Biglia alterna momenti di lucidità (pochi) a tempi di amnesie preoccupanti, Calabria e Rodriguez non sono giocatori di lignaggio elevato. Piatek pare aver smarrito la via del gol, Castillejo non è la chiave, il resto non mi sembra gioielleria da far vedere in vetrina. Suso e Romagnoli pagano l’insufficienza tecnica dell’intero gruppo.

Donnarumma vale un sacrificio così grande? La mia idea è che questo ragazzo non ha così tanti estimatori per  potersene andare. Eppure l’allenatore abruzzese è additato da molti a unico colpevole del poco gioco, della grande sofferenza che in ogni match questa squadra patisce.

L’ex tecnico della Sampdoria, a parte l’attaccante croato, non ha ancora messo in mostra i giocatori acquistati dal club (Bennacer, Duarte, Hernandez, Krunic, Leao), come se questi costituissero il Milan che dovrà qualificarsi in Champions. Lazio e Roma mi sembrano più attrezzate, mentre la speranza di un’Atalanta più arrendevole non è un pensiero peregrino, visto l’impegno europeo improbo. Zvonimir Boban ha lasciato trapelare la sua insoddisfazione sul lavoro di Giampaolo, forse per giustificare una campagna acquisti assolutamente deficitaria.

Due mesi a inseguire invano Correa, quasi fosse Maradona, Sensi perso per problemi di Fpf,  il problema comunque è Giampaolo. A tutti i costi. Il mister predica personalità a un gruppo tecnicamente non eccelso. Sarebbe il caso di proteggerlo, invece di criticarlo o insistere a fargli cambiare modulo. In campo ci vanno i giocatori (possibilmente quelli bravi, poiché si parla di Milan) non gli schemi.

Se poi si ha la pretesa che l’Alfa Romeo debba andare più forte della Ferrari, alzo le mani. E’ proprio vero, continuiamo a bere del pessimo vino preoccupati che i calici siano di cristallo.

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