2019CalcioInterSerie A

Identità italiana

Conte sta costruendo un’Inter dove i nostri giocatori sono sempre più protagonisti

L’Armada invincible di Antonio Conte prosegue il suo cammino di vittorie, a volte convincenti, spesso poco parenti di quel gioco tanto agognato dal mister salentino. In una fase di campionato dove vale proprio tutto, l’Inter, insieme con la Juventus, è l’unica a non aver ancora assaggiato l’olio di ricino della sconfitta. Il merito va diviso a tutti i componenti della rosa, ma è da mettere sotto la lente d’ingrandimento un’anomalia, che, da quando sono aperte le frontiere, ha difficilmente contraddistinto il club nerazzurro.

Dal momento in cui Conte siede sulla panchina della Beneamata, mai così tanti italiani negli ultimi dieci anni hanno giocato da protagonisti. Da Sensi a Barella, da D’Ambrosio a Gagliardini, da Ranocchia a Biraghi, per finire a Politano e Candreva, i quali hanno anche contribuito alle prestazioni sin qui vittoriose, almeno in serie A. In Champions League, l’undici nerazzurro è riuscito a evitare il passo falso casalingo grazie a Barella, mentre nel match con la Lazio il cross di Biraghi per la testa di D’Ambrosio gli ha consegnato una vittoria importante come la salute.

Non dimentichiamo il gol vincente contro l’Udinese di Sensi e la suaa ruleta che ha permesso alla squadra di guadagnarsi il rigore, della vittoria contro il Cagliari, trasformato da Lukaku. E’ inutile ribadire che il miglior elemento del centrocampo interista è centrocampista tascabile di San Marino e che Barella è in un crescendo rossiniano.

Anche Politano ha guadagnato la stima di Conte, con il lavoro e il senso del sacrificio che lo contraddistinguono, mentre Candreva, dopo un inizio glorificante ha dovuto cedere il passo, complice un guaio fisico, a un D’Ambrosio sorprendente. Il difensore campano è il portafortuna dei vincitori della Champions 2010: suo il gol importantissimo che iniziò la rimonta sulla Lazio nel match-spareggio di Champions del 2018; il suo piede mandò sulla traversa una palla destinata in rete, che avrebbe buttato fuori l’Inter dalla Champions di questa stagione.

Un talismano che Conte sta facendo giocare ovunque, grazie anche alla sua grande disponibilità; D’Ambrosio alla bisogna è centrale e anche cursore di destra. Nei dieci gol realizzati dalla capolista del campionato, quattro sono nostrani. Gli italiani sono tornati a far parte di una squadra che per troppi anni ha parlato solamente straniero.

All’appello mancano Bastoni, Dimarco ed Esposito, sono sicuro che se ci sarà l’opportunità Conte non farà complimenti. Godiamoci al momento una rosa in cui finalmente l’italiano sta diventando nuovamente la lingua preminente. Da Coverciano Mancini ringrazia.

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