2019CalcioMilanSerie A

Il Diavolo è caduto all’Inferno

La squadra di Giampaolo sprofonda in casa contro la Fiorentina. Contestazione da parte dei tifosi

Il Milan torna a San Siro con l’unico obiettivo di vincere contro la Fiorentina e dimenticare l’avvio di stagione deludente. Tre sconfitte in cinque gare, già un distacco enorme dalle prime in classifica, hanno messo Giampaolo sulla graticola.

Il tecnico abruzzese conferma gli undici di Torino schierando il 4-3-3 visto contro i granata: confermati Hernandez, Bennacer a centrocampo e Leão al fianco di Piatek. Anche Montella scegli gli stessi undici che hanno battuto la Sampdoria schierando il 3-5-2, con Ribery e Chiesa liberi di svariare per non dare riferimento a Romagnoli e compagni.

Il Milan approccia bene, da subito l’impressione di voler schiacciare la Fiorentina nella propria metà campo, ma è una pressione sterile che non porta mai problemi alla porta Dragowski. Ma è la Fiorentina a farsi pericolosa con il duo Ribery Chiesa, con l’italiano che costringe Donnarumma alla deviazione in angolo.

Ma è solo il preludio alla rete che nasce da un errore di Calhanoglu; Ribery si impossessa della sfera, con una magia si libera di due difensori, ma Donnarumma in uscita gli chiude la porta, sulla respinta si avventa Chiesa che viene steso da Romagnoli. Giacomelli indica il dischetto e Pulgar, con freddezza, spiazza il numero 99. I viola spingono e riescono anche a raddoppiare con Chiesa, rete poi annullata su segnalazione della Var per fuorigioco del 25 viola.

Il Milan si scioglie come neve al sole, Bennacer più delle volte deve tenere palla per la mancanza dei movimenti dei suoi compagni, il risultato è una manovra lenta, approssimativa che consente alla Fiorentina di schierarsi e chiudere gli spazi. L’unica occasione viene da fuori area con Suso che impegna Dragowski in angolo.

La situazione si complica per i rossoneri subito ad inizio ripresa, Musacchio, con un teakle duro, interviene a centrocampo su Ribery che rimane a terra, per l’arbitro è ammonizione ma richiamato dalla Var estrae il rosso. Milan in dieci uomini e Giampaolo togli uno spento Piatek, fischiato da tutto lo stadio, per inserire Duarte.

La squadra di Montella approfitta subito della superiorità numerica: ci prova Pulgar da fuori area costringendo Donnarumma in angolo. Ma l’estremo difensore rossonero non può nulla su Castrovilli al 66′; Chiesa dalla destra mette un tiro cross che il portierone smanaccia, sulla ribattuta il numero 8 deposita in rete. Ci sono solo i montelliani in campo, che potrebbero dilagare al 69′ quando Chiesa si fa parare il rigore da Donnarruma per un fallo di Bennacer su Castrovilli.

La delusione dei tifosi rossoneri si fa sentire, dai fischi più assordanti fino alla contestazione alla società. Non sono esclusi i giocatori con il coro “andate a lavorare”.

Il Milan non c’è più in campo, gli uomini di Giampaolo non riescono a reagire e Ribery, con una giocata da campione, sempre  servito da Chiesa, si libera di due giocatori e di destro trafigge Gigio. Oltre al portiere rossonero, l’ultimo ad arrendersi è Leao che in azione solitaria si libera di due avversari e batte Dragowski. Standing ovation di tutto lo stadio per l’uscita di Frank Ribery.

Per il Milan è la quarta sconfitta in sei partite, la squadra di Giampaolo da l’impressione di non capire i dettami del proprio allenatore, appare sempre più un squadra vuota, scarica mentalmente visto la mancanza di reazione mostrata durante la partita.

E stasera il diavolo è proprio caduto all’inferno.

 

 

 

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