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L’impatto di Sarri alla Juve: problema o valore aggiunto?

La sconfitta di Verona ha scatenato il dibattito anche tra i tifosi

La caduta di Verona e il susseguente aggancio operato dall’Inter in vetta in classifica ha scatenato il dibatitto sull’impatto di Sarri nell’universo bianconero.

I tifosi non hanno fatto mancare critiche verso l’ex allenatore del Napoli e il paragone con Allegri ne è stato conseguenza logica.

Analizzando i freddi numeri, di questa prima parte di stagione, notiamo come la Juventus versione 2018-19 fosse nettamente avanti in campionato e ancora imbattuta, al contrario di quella Sarriana, già caduta tre volte, e con molti più gol al passivo.

Il bilancio, a livello Europeo e in Coppa Italia, ci racconta, invece, come sia migliore la “Vecchia Signora” di questo nuovo corso visto l’agevole passaggio alla seconda fase di Champions League la semifinale nella competizione nostrana.

L’impressione, predendo anche in considerazione la stagione al Chelsea, è che Sarri sia più adatto a competizioni brevi piuttosto che a corse a tappe.

Dopo poco più di trenta partite ufficiali salta sicuramente all’occhio come il gioco della Juventus non sia assolutamente migliorato rispetto al passato e le difficoltà in fase di costruzione non vengono più compensate dalla storica efficacia difensiva anche a causa degli infortuni di Chiellini e Demiral.

La presenza di Ronaldo è sicuramente ingombrante e la necessità di costruire un abito a misura del portoghese ha portato Sarri ad adeguarsi alla squadra piuttosto che viceversa creando una sorta di “ibrido” tra quello che probabilmente vorrebbe il tecnico napoletano e la reale natura della rosa.

Sarri si giocherà tantissimo nei prossimi mesi e dopo anni di successi rimanere a bocca asciutta non potrebbe non essere considerato un fallimento.

La voglia di cambiare mentalità e filosofia, imposto principalmente da Paratici e Nedved, in mancanza in successi difficilmente potrà essere accettata da una società che ha come suo motto: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.

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