2019CalcioMilanSerie A

Milan, poco rosso e tanto nero

La squadra di Giampaolo costretta a vincere, altri due acquisti per l’Inter

La prima giornata è stata un Golgota per il Milan, che ha pagato per alcuni versi, la situazione precaria della propria rosa. Issate le bandiere di chi ora è giù dal carro degli ottimisti, i boia stanno per tagliare la testa al Diavolo, che contro il Brescia cercherà di rintuzzare la dose di fiele ingollata in Friuli. S’incendiano le fantasie, rumoreggiano i buoi nella stalla, nidificano i gufi contrari alla politica di Maldini & Boban, primattori di un calcio che fu. Giampaolo sta sacrificando il suo sapere a degli uomini privi di sicurezza, probabilmente anche di abilità che non comprendono.

E’ facile sparare addosso, credo che tutti abbiano bisogno di un’altra chance prima di giustiziarli. Facciamo la conta di chi è meritevole di giocare in una squadra avvolta di un blasone leggendario; facciamo i seri, praticamente nessuno. Cercare le responsabilità appare semplice, eppure è complicato. Il grande Rino Gattuso era riuscito a tirare per i capelli un cadavere e renderlo un oggetto non più misterioso, ora Giampaolo prova a dipingerlo più tonico e produttivo, dall’alto di una sapienza calcistica invidiabile. Ma uno più uno non fa uno, se c’è di mezzo un pallone. Non riesco a percepire se il progetto del Milan sia ancorato su basi valide. Il fair play finanziario non ha aiutato, ma ancora meno la ricerca di giocatori poco adatti a far crescere una delle squadre più importanti. Trentatré elementi in rosa sono un numero troppo elevato e alcuni acquisti mi sembrano un po’ forzati. Leo Duarte, Rafael Leao, Theo Hernandez e Ismael Bennacer sono all’altezza del compito improbo che è la conquista di un posto in Champions? I dubbi restano. Non sarebbero più serviti giocatori come Everton (qualcuno sta bussando alla porta, ma al momento è solo una suggestione) o centrocampisti di spessore più internazionale per rilanciare meglio una stagione che sembra una scommessa più che un auspicio. Correa, dopo un inseguimento durato un mese, sembra lontano e Mariano Diaz (esubero Real da quattro milioni a stagione) sembra solo un respiro. Lieto di sbagliare e di essere smentito, soprattutto, rispetto a un allenatore che stimo e apprezzo da chissà quanti anni. Il ritorno di Bonaventura (dubito fortemente di un rendimento da top, per l’incidente occorsogli), l’eventuale rinascita di Caldara e un miglioramento netto di Conti potrebbero in qualche modo risolvere qualche inghippo là dietro, dove le partite hanno un interesse particolare. Non battere il Brescia potrebbe dar vita a un nuovo processo. L’ennesimo.

Dall’altra parte del Naviglio sembra sempre più primavera. Il successo contro il Lecce pare aver dato vita a nuovi entusiasmi, sopiti da tempo. Non solo per il 4-0 rifilato al Lecce, ma per un mordente che non si vedeva dall’epoca del Vate di Setubal. Una rondine non fa primavera recita un proverbio, intanto i tifosi si coccolano i loro beniamini nella speranza che qualcosa finalmente sbocci. Gli ultimi colpi non devono trarre in inganno: non reputo Biraghi un top player, tanto meno Sanchez un fuoriclasse, ma se solo riuscisse a ripetere le gesta che lo lanciarono a Udine allora ne vedremmo delle belle. La firma del cileno ha allontanato Icardi dall’Inter, che a questo punto non credo che rinnoverà il contratto propostogli dalla società. Non manca molto alla chiusura del calciomercato, tutti aspettiamo un botto. E se tutti stessero ai loro posti? Si accettano scommesse.

 

Foto: acmilan.com

Altri articoli interessanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close