2019CalcioMilanSerie A

Nel Milan si salva solo la coreografia

Brutta prova della squadra di Giampaolo che non riesce a trovare la quadra

Il Derby di Milano come sempre incomincia sugli spalti e sia la curva rossonera che quella nerazzurra dipingono lo stadio con i propri colori.

Al terzo minuto scontro fra argentini,  Lautaro Martinez interviene in maniera scomposta su Musacchio. Il difensore del Milan dopo i soccorsi medici si rialza.

Undicesimo minuto Ricardo Rodriguez si addormenta e regala una chiara occasione da gol alla squadra di Antonio Conte.

Al diciottesimo minuto è ancora Inter. Calhanoglu perde un pallone a metà campo che di fatto lancia a rete il gigante Lukaku che colpisce verso la porta del Milan, ma fortunatamente trova sulla sua strada un pronto Donnarumma.

Ventesimo minuto, è sempre Inter, Lautaro Martinez crea scompiglio in area di rigore rossonera. Calcia e trova una respinta di Donnarumma. Il pallone respinto dal portiere rossonero finisce sui piedi di D’Ambrosio che colpisce a portiere battuto un clamoroso palo. In campo c’è solo l’Inter.

Al venticinquesimo minuto Calhanoglu calcia dalla distanza e si guadagna un calcio d’angolo. Primi uscite rossonere nella metà campo nerazzurra.

Al minuto trentaquattro Leao supera Barella e s’invola palla al piede, allarga su Suso che di tacco libera Conti al cross. Il suo passaggio taglia l’area di rigore senza trovare la spizzata di Piatek.  Questa è la miglior azione del Milan.

Minuto trentasei e l’Inter va in vantaggio con Lautaro Martinez. Il VAR non convalida il gol per fuorigioco. In campo c’è una sola squadra e non sono i rossoneri. La squadra allenata da Giampaolo cerca di giocare solamente di rimessa.

Minuto quaranta, finalmente si vede il Milan, ovviamente con un’azione di contropiede. Suso lanciato calcia contro la barriera anziché servire Leao libero sulla sinistra. Sulla respinta Calhanoglu calcia abbondantemente sopra alla traversa.

Minuto quarantaquattro, Leao sulla sinistra salta il suo marcatore e pennella un cross per Piatek che colpisce di testa sopra la traversa.

Il bilancio del primo tempo vede una squadra dominare e non è di certo quella a strisce rossonere. Giampaolo dovrà inventarsi qualcosa di importante per risultare pericoloso nel secondo tempo.

Il secondo tempo inizia con un fallo sciocco e inutile da parte di Andrea Conti su Stefano Sensi. Questo fallo permette allo stesso Sensi di battere la punizione appoggiando su Brozovic che calcia a rete e trova la deviazione in porta di Leao. Inter giustamente in vantaggio.

Al minuto diciotto del secondo tempo, mister Giampaolo si gioca la carta brasiliana Lucas Paquetà al posto di uno sconclusionato Calhanoglu. Il brasiliano entra bene e verticalizza immediatamente per Piatek che purtroppo sbaglia il controllo in area di rigore nerazzurra.

L’ingresso dell’acquisto estivo Theo Hernandez cambia il volto alla formazione di Giampaolo. Infatti il terzino francese con delle semplici sovrapposizioni ha dato soluzioni in più ai rossoneri.

Al minuto trentatré, Lukaku spizza il pollone di testa e trova il raddoppio. Milan annientato!

Al trentacinquesimo i nerazzurri hanno la possibilità di chiudere la partita, ma il tiro dalla lunga distanza di Politano colpisce l’incrocio dei pali.

Theo Hernandez al trentottesimo ci prova con un affondo sulla sinistra, ma la sua conclusione colpisce l’esterno della rete della porta difesa da Handanovic.

Nei minuti di recupero Candreva, lanciato in contropiede, ha colpito un clamoroso palo.

Concludendo è un Milan mediocre e decisamente inferiore alla squadra di Antonio Conte. Giampaolo, oggi è parso un cattivo maestro per una classe di somari.

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