2019CalcioMilanSerie A

Pioli comeback

Il tecnico emiliano torna a San Siro sulla panchina rossonera

Il Milan riparte da zero. Via Marco Giampaolo ora la disperazione rossonera è nelle mani di Stefano Pioli che ha preso in mano la squadra due giorni dopo che il tecnico abruzzese aveva espugnato il “Galileo Ferraris”. Incredibile. Esonerare un allenatore dopo una vittoria è qualcosa di particolarmente incomprensibile. Come incomprensibile è tutta la vicenda che ha portato sulla panchina mister abruzzese, nonostante gli ultimi tre anni da grande condottiero. Zvonimir Boban e Paolo Maldini hanno dovuto quasi litigare per l’improvvida scelta, ma alla fine ha vinto la linea del croato che ha scelto l’epurazione. La società ha scelto Pioli, tecnico onesto, definito “normalizzatore”, uno che si è fatto in provincia, ma più duttile rispetto al suo predecessore. Dal punto di vista del “gioco” e di quanto fatto vedere negli ultimi anni, Giampaolo ha un pedigree più convincente, ma lui adesso questo è diventato passato. L’allenatore di Giulianova ha pagato il suo oltranzismo, la sua coerenza, forse anche un carattere poco predisposto alla mediazione. Contro il Lecce arriveranno, probabilmente, i tre punti ma la strada da percorrere è molto lunga. I pugliesi non faranno assolutamente barricate, sono una squadra che gioca a viso aperto, quindi la difesa rossonera dovrà fare attenzione. I salentini fuori casa hanno fatto vedere le cose migliori, vincendo per ben due volte. I problemi di mister Fabio Liverani nascono tra le mura di casa, di questo dovrà fare attenzione Pioli. L’ex Lazio potrà essere la scelta giusta, ma la società dovrà stringersi a lui, a differenza di quanto fatto con Giampaolo. La squadra è definibile poco più che mediocre, con qualche buon giocatore ma con dei buchi preoccupanti. Troppi equivoci, giocatori sopravvalutati, quindi non all’altezza. Non ritengo la squadra rossonera meritevole del quarto posto, ma la speranza non bisogna abbandonarla, perché come disse Nelson Mandela: “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è arreso”.

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