2019CalcioMilanSerie A

Pioli rimandato

Buon primo tempo della squadra di Pioli, ma nella ripresa un Lecce corsaro accusa il pareggio

Stefano Pioli stecca la prima. Il Milan, per due volte in vantaggio, non va oltre il pareggio in casa contro il Lecce di Fabio Liverani. Dopo un’approccio alla gara positivo ed un primo tempo ben giocato, nella ripresa, alle prime difficoltà, la squadra ha mostrato le solite difficoltà di tenuta mentale.

Stefano Pioli torna a San Siro ma questa volta dalla parte opposta del naviglio. Boban e Paolo Maldini, dopo l’esonero di Marco Giampaolo, hanno deciso di puntare sul “normalizzatore” per ridare continuità ad una squadra che, nelle prime giornate di campionato aveva mostrato scarsa personalità e, di conseguenza, molti bassi e pochi alti. Serve una reazione imminente e il popolo rossonero, seppur deluso dall’avvio di stagione, accorre sempre numeroso a sostenere Alessio Romagnoli e compagni.

La squadra rossonera non delude le aspettative e, per 20 minuti, gli undici di Pioli giocano un calcio veloce, spumeggiante, con verticalizzazioni improvvise per Rafael Leao e Hakan Çalhanoglu. Sono proprio i due giocatori a sfiorare la rete nei primi minuti di gara. Leao dalla sinistra con un diagonale potente costringe Gabriel alla respinta, sulla ribattuta si avventa Paquetá che calcia alto. Due minuti dopo è sempre il portoghese che dalla sinistra colpisce l’esterno della rete. Il Milan è vivo, la cura Pioli sembra aver rigenerato i rossoneri che, con un pressing alto e tanto movimento senza palla, arrivano con facilità dalle parti del portiere leccese.

All’11 minuto ancora Milan pericoloso: Suso dalla destra imbecca Çalhanoglu, bravo a far scorrere il pallone, e con un diagonale secco da l’impressione della rete. Dalla curva arrivano i primi applausi convinti per il nuovo corso milanista. Si gioca ad una porta sola. Il Lecce non riesce a superare la metà campo e, nelle poche volte che ci riesce, lo fa scavalcando  il centrocampo rossonero con lanci lunghi.

Il Milan è padrone del campo con un possesso palla di oltre il 66%, gran parte del quale nella metà campo avversaria, ed il vantaggio era prevedibile. Biglia verticalizza per il turco, bravo nel controllo, e da posizione defilata lascia partire un bolide che batte l’incolpevole Gabriel.

Liverani nella ripresa sostituisce un deludentr Falco ed inserisce Farias per dare più freschezza in attacco. Sono sempre i rossoneri a condurre le danza ma, rispetto al primo tempo, non riescono a creare pericoli alla porta di Gabriel. Il Lecce è diverso rispetto alla prima frazione e l’ingresso del brasiliano ha aggiunto peso offensivo ai salentini; proprio da un cross dalla destra Babacar cerca di anticipare Andrea Conti che però riesce a spazzare. Passano due minuti e l’arbitro Pasqua viene richiamato dalla Var per riguardare il tocco dell’ex atalantino e decreta il rigore.

Sul dischetto Babacar si fa ipnotizzare da Donnarumma (terzo rigore di fila parato) bravo ad intuire; tuttavia sulla respinta l’attaccante leccese ribatte in rete. Il pareggio cambia la partita e le due squadre si affrontano a viso aperto cercando entrambe il vantaggio. Ci provano ancora i salentini, con Marco Mancosu che prova in rovesciata a sorprendere il 99 rossonero, ma la sfera finisce fuori. Dall’altra parte è sempre Çalhanoglu il più pericoloso. Il turco direttamente da calcio d’angolo, colpisce la traversa. Pioli corre ai ripari: fuori Leao e Paquetá dentro Krunić e Piatek.

Il Milan è in difficoltà e sui giocatori rossoneri sembra ripiombare la paura delle scorse settimane. Pioli cerca di dare la scossa togliendo un centrocampista, Franck Kessie, ed inserisce Ante Rebic per dare peso offensivo. La mossa dà i suoi frutti: Çalhanoglu si porta avanti la palla con il tacco e serve Piatek che da dentro l’area di piatto trafigge Gabriel.

La beffa arriva nei minuti di recupero quando Pioli pregustava i primi tre punti. Calderoni, dal limite dell’area, ha tutto il tempo di sistemarsi il pallone e far partire un missile che si insacca alla sinistra di Donnarruma. La reazione dei rossoneri c’è ma è dettata dalla disperazione con molti palloni buttati in area senza un’ idea di gioco. Alla fine a gioire sono i tremila spettatori venuti a Milano per sostenere la propria squadra.

Per il Milan l’ennesimo passo falso che ormai sembra aver compromesso una stagione cominciata nella maniera peggiore. Le prime in classifica si allontano e un posto nelle prime quattro, ormai, sembra diventare un miraggio. Buon lavoro Pioli

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