2019CalcioSerie A

Punizione a due in area, questa sconosciuta

I casi nel calcio dilettante riesumano l'argomento, gettando un dubbio sull’applicabilità della norma

In queste prime giornate dei campionati dilettantistici del calcio italiano, si sono verificati molti casi in cui l’arbitro assegna un calcio di punizione a due in area, tra gli sguardi inquisitori dei giocatori e gli occhi un po’ perplessi, a tratti incuriositi, dei presenti sulle tribune. Dopo i primi momenti d’incertezza, incominciano a crearsi dibattiti tra le tifoserie, alcuni discutono animatamente la decisione arbitrale, mentre qualcuno addirittura questiona sulla liceità della disposizione. Questi avvenimenti, di fatto, rispolverano un provvedimento tecnico frequentemente trascurato nella massima serie calcistica e più in generale nel calcio professionistico.

Utilizzata spesso nei decenni precedenti, la cosiddetta punizione indiretta in area esiste ancora ed è in essere dal lontano 1935, aggiunta proprio per evitare che un fallo di minor entità sia riconosciuto come calcio di rigore e fino a oggi il regolamento non l’ha mai messa al bando.

La regola 12 descrive i casi in cui si utilizza la punizione a due: relativamente al portiere sono sanzionati il mantenere la palla in possesso per oltre 6 secondi, il toccare la palla dopo esserne spossessato senza che nessun altro giocatore l’abbia toccata, e il toccare con le mani un pallone ricevuto su retropassaggio di piede o su rimessa laterale. Gli altri falli riguardano il gioco pericoloso e l’ostruzione nei confronti dell’avversario.

Perché nei campionati professionistici si tratta di un evento così insolito? La prima riflessione, se non la più semplice, porta alla conclusione che le infrazioni necessarie da parte dei portieri dovrebbero essere generati da ingenuità macroscopiche, che sono decisamente poco frequenti ad altissimi livelli. Rimane, però, la questione gamba tesa in area e l’ostruzione, infatti, ormai i direttori di gara altalenano la decisione tra lasciar correre e concedere il calcio di rigore, pendendo verso il nulla di fatto.

Appurato che in questi ultimi anni c’è stato un aumento progressivo dei calci di rigore assegnati, sia grazie al VAR, sia allargando le maglie del metro di giudizio, probabilmente per favorire i gol e quindi lo spettacolo, ecco che spariscono anche quei pochi casi rimasti.

Il calcio è sempre più entertainment, e se assistere a una punizione a due in area è sempre un momento speciale e suggestivo, sia per la sporadicità, sia per la dinamica che si crea attorno alla punizione, a rigor di logica non la si dovrebbe dimenticare.

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