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Quanto manca Handanovic

L'assenza del portiere sloveno è costata più del previsto alla squadra di Conte

L’Inter cade ancora. Dopo la sconfitta contro il Napoli in coppa Italia la squadra di Antonio Conte esce sconfitta nello scontro diretto contro la Lazio. Non è bastato il vantaggio siglato da Ashley Young, al suo primo centro nel campionato italiano, per conquistare tre punti fondamentali per continuare a dare fastidio alla Juventus. La sconfitta contro la squadra di Simone Inzaghi non va certo drammatizzata, ma qualcosa nel giocattolo costruito dal tecnico leccese sembra essersi inceppato nelle ultime partite.

Squadra stanca

La squadra da l’impressione di essere stanca, le manca la dinamicità e l’aggressività mostrata ad inizio stagione. Non riesce più a pressare alto i portatori avversari soffrendo spesso il palleggio dei centrocampisti. La manovra è lenta, macchinosa e per  Marcelo Brozovic rimane il lancio lungo per Lukaku oppure l’appoggio a Candreva sulla destra. Troppo poco per puntare allo scudetto.

Christian Eriksen è stato è stato il colpo ad effetto di Marotta nel mercato di gennaio, ma il giocatore danese sembra essere più un problema che una risorsa per Antonio Conte che non vede il giocatore adatto al suo schema tattico. Il tecnico leccese, non è un segreto, ha fatto capire in tutti i modi di voler Arturo Vidal come rinforzo per il centrocampo, non arrivando il cileno la dirigenza ha virato sull’ex Tottenham che si trova più a suo agio nel ruolo di trequartista, dietro alle punte, non ingabbiato in compiti di copertura.

Manca Samir

Anche l’assenza di Samir Handanovic sta influendo non poco sul rendimento della difesa. Il portiere sloveno negli anni ha dimostrato di essere un leader, un punto di riferimento per i compagni che, in queste partite senza il capitano tra i pali, evidenziano poca serenità nel contrastare gli attacchi avversari. Nel mercato di gennaio il ritorno di Mattia Perin al Genoa aveva liberato Ionut Radu, già di proprietà dei nerazzurri, che hanno preferito girarlo al Parma piuttosto che mantenerlo in rosa come vice di Handanovic. A conti fatti poteva garantire un rendimento superiore a quello di Padelli, che non giocava una partita da titolare da tre anni.

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