2019CalcioSerie A

Riparte il campionato, tutto come prima

Ritorna il campionato con i soliti problemi. Chi vince è bravo, chi perde è un asino. Nessuno cambia

Sabato si gioca il terzo turno e qualcuno è già stato immortalato tra i grandi protagonisti di questa stagione, mentre altri sono già sul banco del macellaio tagliati a fettine. Cristiano Ronaldo, dopo il poker alla Lituania, è stato messo al posto della Mole Antonelliana, mentre Piatek al posto di Ade, giù negli inferi, dopo essere stato dimenticato dal dio del gol. Sampdoria già in Serie B, Inter a contendere lo scudetto alla Juventus e altri a fare la colletta per permettersi di arrivare a fine mese. Roma dei giovani, Lazio fiore eterno mai sbocciato, Milan addormentato, Atalanta criptica, Torino velleitario e altri che anelano un campionato da ricordare.

Dopo due giornate qualcuno fa sogni di grandezza, altri sono sul precipizio, aspettando che qualcuno piazzi la spallata decisiva. La stagione è tutta da giocare. Addirittura qualcuno ha storto il naso per una prestazione di Chiesa in Nazionale quasi fosse stato il colpevole di una disfatta che non c’è stata. Il nostro è un Paese buffo, tutti sul carro del vincitore, scenderci quando le cose non vanno più bene.

Forse per questo che nessuno parla volentieri. Dichiarazioni interpretate quando sono interpretabili, ma non chiare, che trovano verità assolute e quindi notizie da prima pagina secondo la convenienza. I giornalisti sono una brutta razza, e ve lo dice uno che sta navigando a vista da un sacco di anni e che da circa trenta ne fa il proprio mestiere ufficialmente. Bene o male non lo so, sicuramente il mattino mi guardo allo specchio e riesco persino a cantare. Dicevamo.

Il campionato è giocato spesso e volentieri sulla carta, ma se le cose vanno male anche nel sistema nervoso di qualche tifoso col microfono o giornalista in pigiama, che provano a capire i motivi di una sconfitta, sicuramente non meritata. Dobbiamo cambiare cultura, distrarsi un po’ di più quando si parla di sport, che non deve essere per forza una lotta di classe o di potere.

C’è Inter-Udinese, intanto; una gara che permetterebbe ai nerazzurri di mettere in cascina tre punti importanti in vista del derby, mentre nella fatal Verona il Milan starà attento a non ricadere nell’errore della prima giornata: Giampaolo potrebbe pagarla caramente questa volta; gli sconti si fanno nei negozi, a San Siro una pedata nel sedere non è una novità. Purtroppo. Quello che potrebbe accadere a Di Francesco: perdere a Napoli non sarebbe peccato mortale, ma in questo momento sì. A Firenze ennesima puntata contro gli odiati campioni d’Italia; curiosità per capire l’atteggiamento del giglio. Interessante anche Genoa-Atalanta: qui ci sarà da divertirsi. SPAL alla riscossa, Roma che si deve far perdonare. Applausi per Mihajlovic, ma il Brescia non starà a guardare. La sera al Bentegodi.

Già detto, ma a Verona non c’è solo l’Arena. Il Milan lo sa. Poi il codazzo del lunedì. Noia.

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